Descrizione
E' il più grande lago d'Italia (360 Kmq, per 60 Km di lunghezza), a 65 m sul livello del mare, compreso nelle province di Trento, Brescia e Verona. Come tutti i laghi prealpini, è un lago glaciale, formato cioè dalla potente azione dei ghiacciai in movimento, che in età Quaternaria (da 40000 a 10000 anni fa) scendevano dalle Alpi fino alla Pianura Padana. Ha forma allungata e occupa un vasto solco vallivo tra le alpi Giudicarie e la catena del monte Baldo. La sua profondità massima è 346 m, al largo di Campione (media 136 m). Il principale immissario è il fiume Sarca, che scende dai ghiacciai dell'Adamello e della Presanella, l'emissario è il Mincio, che esce a Peschiera e confluisce nel Po. Un tempo gli abitanti di Torbole ricavavano dal Garda, con la pesca, il necessario per la loro sopravvivenza. Molto redditizia era la pesca della trota, che risaliva in grande numero le fredde acque del Sarca al tempo della riproduzione. Il Garda, per la sua bellezza, è stato cantato da grandi poeti come Virgilio, Dante, Carducci, Catullo e ammirato da celebri visitatori, come J. W. Goethe e M. E. Montaigne. Torbole è il paese della riviera gardesana dove il vento soffia con maggiore intensità e costanza. Ciò è dovuto alla posizione del suo territorio, compreso tra le pendici del Baldo e il monte Brione, dove il vento che scende dalla valle di Loppio viene per così dire incanalato e subisce un rinforzo, mentre il vento da sud, l'òra, data la sua direzione, investe direttamente e frontalmente il paese. il discorso vale solo per i venti costanti, quelli che col bel tempo spirano con regolarità da nord la mattina e da sud al pomeriggio: il vent e l'òra. Si tratta di venti a regime di brezza, che però hanno la caratteristica di essere sempre tesi e costanti, adatti dunque alla pratica dello sport della vela e del windsurf. Sono i venti che hanno reso celebre Torbole presso gli appassionati di questi sport in ogni parte del mondo.
Gli altri venti soffiano quando si determinano situazioni meteorologiche particolari: piogge abbondanti, temporali, abbassamenti improvvisi di temperatura, ecc. Sono venti spesso violenti, che increspano la superficie del lago generando onde molto alte e mettendo talvolta in pericolo chi si trova in navigazione.
Diano una rapida descrizione dei venti dell'alto lago:
ànder: non ha una provenienza fissa, ma generalmente soffia da sud-ovest ed interessa tutto il lago. Soffia di mattina e di pomeriggio e spesso anche di notte: in tal caso prelude di solito all'arrivo del maltempo.
vènt: è il vento tipico di Torbole, ed è chiamato anche paesàm. Proviene da nord-est e segna di solito bel tempo. Nella bella stagione soffia per l'intera mattinata e cade poco prima di mezzogiorno. In inverno può soffiare per l'intera giornata, anche di notte.
vent de l'àdes: investe il Garda provenendo dal monte Baldo, quando a causa di una perturbazione l'aria si raffredda nella zona a est di Torbole. E' un vento non comune, che soffia di solito nella bella stagione.
vent de balìm: esce dalla valle del Ballino. E' un vento freddo di tramontana, secco e pungente, che porta un innalzamento della pressione atmosferica e un abbassamento della temperatura. investe tutto il lago con forti raffiche. Di solito dura tre giorni e tre notti, soffiando però con discontinuità.
vinessa: il suo nome deriva da Venezia: proviene infatti dal mare Adriatico ed è un prolungamento della "bora". Investe il Garda da sud-est, soffia con forte intensità e generalmente porta pioggia e un abbassamento della temperatura.
òra: è il vento che regolarmente, col bel tempo, spira da sud dalla primavera fino all'autunno avanzato. In estate è benefico e ristoratore. Si alza verso mezzogiorno e il suo arrivo è segnalato da una striscia di un azzurro cupo all'orizzonte del lago. Il suo nome (dal latino "aura") significa "venticello", "brezza". E' un vento tipico dell'alto lago, e il più gradito ai velisti.
ponàl: nelle giornate particolarmente calde, se una pioggia intensa investe la valle di Ledro, si alza il "Ponale", che investe l'alto lago da ovest con rara veemenza. Le sue forti raffiche sono sempre un pericolo per chi naviga a vela. Di solito però si attenua dopo pochi minuti.
tratto dal libro "Saluti dal Garda" di Ferdinando Martinelli
Il fiume Sarca
L'immissario del Lago di Garda, lungo 78 Km, nasce dai ghiacciai dell'Adamello (3554 m) e della Presanella (3556 m). Percorre valli alpine di grande bellezza, come la selvaggia val di Genova, la verde e soleggiata Rendena, le Giudicarie ricche di boschi e di prati.
Un tempo il Sarca era un fiume - torrente dal caratteristico regime alpino. Le sue acque scendevano fredde e impetuose fino al lago, direttamente dai ghiacciai. Ora esse sono utilizzate per alimentare bacini e laghi artificiali, costruiti per muovere le potenti turbine delle centrali idroelettriche. Il Sarca, oggi, è un fiume "addomesticato", le cui acque seguono percorsi artificiali (condotte forzate). Prive dell'antica freschezza e ricchezza di ossigeno che un tempo la caratterizzava, sono state abbandonate anche dai pesci, in particolare dalle trote, che un tempo frequentavano in grande quantità per la gioia dei nostri pescatori.