Descrizione
In origine, la nascita della Giornata internazionale della donna veniva collegata a un tragico evento del 1908 a New York: a causa di un incendio, circa 129 lavoratrici avevano perso la vita. Questo evento immaginario è probabilmente ispirato da una tragedia realmente avvenuta in quella città: il 25 marzo 1911 in un incendio presso la fabbrica Triangle morirono 146 lavoratori (123 donne, in gran parte giovani immigrate di origine italiana ed ebraica e 23 uomini). L’evento suscitò una vasta eco sia per le conseguenze giudiziarie estremamente lievi per i responsabili della fabbrica, sia per le successive lotte sindacali per le riforma delle norme relative alla sicurezza e ai diritti dei lavoratori. Tuttavia, nel 1909 negli USA si tenne il primo Woman's Day.
Il primo vero evento legato all’8 marzo come giorno simbolico di lotta politica è da registrare in Russia, durante le rivolte della Rivoluzione iniziate nel 1917, quando le donne si unirono agli uomini per chiedere la fine del regime monarchico dei Romanov. Tre anni dopo, nel 1921, la Seconda Conferenza delle Donne Comuniste istituì l’8 marzo come un’unica data per celebrare le donne in tutti i paesi.
In Italia, la Festa della Donna è nata il 12 marzo 1922 per iniziativa del Partito Comunista: si era in in epoca fascista, quindi la Festa aveva un valore particolarmente forte, più politico che sociale.
I diritti delle donne sarebbero stati rivendicati solo verso la fine della Seconda guerra mondiale, l’8 marzo 1945; nello stesso anno le donne conquistarono finalmente il diritto di voto, contribuendo alla nascita della Repubblica Italiana.
Soprattutto a partire dal 1968, la giornata dedicata alle donne ha assunto ulteriori significati, incentrati sul diritto all’aborto, al divorzio, alla contraccezione.
Al giorno d’oggi la Festa della Donna assume un significato che vorrebbe essere ancora più incisivo, continuare a cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi di varia natura che riguardano la condizione femminile ancora segnata da discriminazioni, penalizzazioni di varia natura, soprusi, violenze, come ci ricordano purtroppo puntualmente la cronaca quotidiana e le tragiche notizie che arrivano dalle zone di guerra.
La scelta della mimosa è stato un semplice suggerimento per regalare un fiore a tutte le donne, ed è rimasto il simbolo di questa giornata.
Allo stesso tempo non possiamo non ricordare i valori positivi che le donne trasmettono nello sport, nell’arte, nel mondo scientifico, accademico, imprenditoriale e sociale.
Non perdiamo quindi la volontà di mettere in campo nuovi strumenti e politiche che portino la donna ad essere tutelata e valorizzata nella sua autonomia; va riconosciuto il ruolo della donna negli sforzi di pace, con l’urgenza di porre fine a ogni discriminazione e di sostenere una piena e paritaria partecipazione delle donne alla vita civile e sociale del proprio paese.