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Nago Torbole in breve

di Lunedì, 04 Marzo 2013 - Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014

Il Comune è costituito dall'unione dei due paesi di Nago e di Torbole e dei relativi territori circostanti.
Confina con i territori dei Comuni di Malcesine, Brentonico, Mori, Arco, Riva del Garda e Ledro. 
Il Comune di Nago-Torbole ha una superficie di circa 28,50 Kmq. di cui circa 6 Kmq. sul lago. 
La sede municipale è fissata in Torbole.

NAGO (222 s.l.m.)

Immagine decorativa

(Foto Rigotti Tullio)

Nago denota un'etimologia comune con Benaco, quindi il legame immediato con il maggiore lago italiano. Per chi viene da nord, dalla valle dell'Adige, proprio l'abitato di Nago annuncia la mediterraneità, il nuovo ambiente climatico e geografico contrassegnato dalla presenza lacustre."Quanto vorrei che i miei amici fossero per un attimo accanto a me e potessero godere della vista che mi sta dinanzi!", esclama Goethe appena giunto a Nago, alla vista dello spettacolo naturale del lago e dell'ambiente che lo circonda, montagne, porto, piana del fiume Sarca. L'approdo al lago è l'approdo alla mediterraneità solare.
tratto dal libro "Saluti dal Garda" di Ferdinando Martinelli

TORBOLE (85 s.l.m.)

Immagine decorativa

Località turistica ai piedi delle pendici nord-occidentali del Monte Baldo, poco lontano dalle foci del Sarca, fu sede di dazio tirolese ma anche, fino all'arrivo dei Francesi, zona di contrabbando tramite imbarcazioni che trasportavano illegalmente ogni tipo di prodotto: dalla Pianura Padana provenivano in genere le biave, ovvero frumento, mais e grano, mentre il Nord, nei suoi carichi clandestini, commerciava cappelli, pellame, carta, legname.
Sul pittoresco porticciolo, un tempo animato da piccole barche da pesca, si affacciano la casa del Dazio (XV secolo), i bassi portici di casa Stefenelli (dogana austriaca), casa Beust, cenacolo di artisti nel secondo dopoguerra.
Nel settembre 1786 giunse anche Wolfgang Goethe che annotò il soggiorno nei suoi "Viaggio in Italia" e "Diario". Per questo nella piazza omonima, su Casa Alberti, già Osteria della Rosa, dove soggiornò il poeta, è posta una fontana a lui dedicata con la lapide e l'iscrizione che riporta le parole da lui scritte mentre lavorava all'"Ifigenia" davanti alla meravigliosa vista del lago.

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