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Il Comune è costituito dall'unione dei due paesi di Nago e di Torbole e dei relativi territori circostanti.
Confina con i territori dei Comuni di Malcesine, Brentonico, Mori, Arco, Riva del Garda e Ledro. 
Il Comune di Nago-Torbole ha una superficie di circa 28,50 Kmq. di cui circa 6 Kmq. sul lago. 
La sede municipale è fissata in Torbole.

A Nago

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Non se ne conosce con certezza l'epoca di fondazione. Probabilmente bisogna risalire al periodo carolingio o quanto meno alla fine del IV secolo, per cui, parlando delle sue origini, le vecchie memorie annotano vagamente "esistente ab immemorabili...". I primi documenti che ne parlano datano dal 1194: nel 1203 ha già il titolo di "collegiata" e di "arcipretale".
L'edificio, in principio di mole più modesta dell'attuale, era circondato dal cimitero e risultava perfettamente "orientato" secondo l'antica tradizione cristiana: abside ad est e ingresso ad ovest. Dall'uscita, attraversata la parte anteriore del cimitero, si accedeva alla "piazzetta del Torchio" dove la comunità teneva le sue assemblee.


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Da qualche anno il centro storico di Nago si è abbellito con la realizzazione di tredici murales che raffigurano, tranne qualcuno, le arti e i mestieri di un tempo. L'idea è venuta ai ragazzi del Gruppo popolare 900, ora sciolto, nato nel 1992 dall'unità d'intenti di otto giovani che volevano un sodalizio in grado di dar vita ad appuntamenti culturali di vario genere, dalla cinematografia al teatro, dalla musica alla pittura.


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Sono il segno e la testimonianza di una intensa religiosità che animava un tempo le nostre comunità. Varie per forma e per ubicazione, ce ne sono di incorporate in vecchie case, entro vecchi cortili, e la loro forma preminente è di nicchia scavata nel muro, con o senza tettuccio. 

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Un tempo, nella valletta del Rio Cameras che collega l'asta dell'Adige con il Basso Sarca, si apriva un piccolo lago - oggi Lago di Loppio - storicamente chiamato di Sant'Andrea dal nome dell'isola ove nel 1138 venne consacrata una chiesetta; poi, per ovviare alle piene dell'Adige, tra il 1954 ed il 1958 sotto il lago venne scavata una galleria in collegamento con il Lago di Garda, che causò il prosciugamento del bacino.

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Si trova a fianco della statale per Rovereto, subito dopo l'abitato. La sua costruzione risale al XVI secolo, anche se documenti d'archivio la dicono fondata "ab antiquo". Una radicata tradizione popolare ritiene che essa sia sorta sulle rovine di un antico lazzaretto convertito in chiesa dopo che le pestilenze si fecero più rare.

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Conserva, più di qualsiasi altra chiesa, la bellezza e il fascino delle cose antiche. Costruita presumibilmente nel XII secolo, sorge su un piccolo dosso all'interno del paese, circondato dalle antiche case del villaggio. Le è contigua una modesta costruzione che serviva, fino a tutto il XVIII secolo, da dimora ad un eremita. Al suo interno, un unico altare di marmo e una pregevole pittura del santo vescovo di Verona.

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Sorge in piazza Primone, al centro del paese. Fu fatta costruire "a tutte sue spese" da un sacerdote di Nago al posto di una chiesa di minori dimensioni preesistente di cui lui stesso era cappellano. All'interno, sull'altare maggiore, è di pregio notevole una bella statua lignea di Dio Padre con in grembo il Figlio crocifisso, di artista altoatesino del XV secolo. Era di pertinenza della antica confraternita della SS. Trinità.

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Sul promontorio sovrastante la valletta di Santa Lucia e l'omonima strada che collega Nago a Torbole sono perfettamente visibili delle antiche mura, guardiane immobili e silenziose dei monti circostanti, della Valle del Sarca e di gran parte del lago di Garda. Si tratta dei resti di Castel Penede che per cinque secoli, dal Basso Medioevo agli inizi del 1700, fu simbolo di potere e importante baluardo difensivo della regione.

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Stupendo esempio di architettura castrense, il Forte di Nago rappresentava un importante elemento della cintura di difesa (circa trenta forti) messa in atto dal governo di Vienna dopo la sconfitta di Solferino e San Martino (1859, seconda guerra di indipendenza) e la conseguente perdita della Lombardia. La sua costruzione risale al 1860 - 1861, l'epoca dei forti della prima generazione in casamatta non armata. E' vicino di casa di Castel Penede, anch'esso rocca di difesa, sorta a tanti secoli di distanza sugli stessi speroni rocciosi e finito in un mucchio di rovine sotto le cannonate del Vendome (1703).

A Torbole

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Il 30 aprile 1945, cinque giorni dopo la liberazione di Milano, un contingente di truppe americane giungeva a Torbole con mezzi anfibi, attraverso il lago e occupava il paese, già tenuto da reparti tedeschi della Wermacht, dopo un violento combattimento.


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Nei dintorni di Torbole verso sud-est, in località Paradiso, giace a ridosso del lago un masso roccioso emergente dall'acqua. Per i pescatori è lo Spigol del Maroc. Tutti i locali lo chiamano il "Sasso dei Bambini", il Sass dei popi, come dicono in dialetto.


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Poco dopo Torbole sulla statale gardesana che porta a Malcesine appare, trasversale alla via, la bocca di una galleria. Lunga 9,8 Km con una pendenza di m. 0,86% e una sezione rivestita di mq. 50,54, è il canale d'uscita di un condotto che serve a scaricare sul Garda l'acqua dell'Adige per ridurne la portata in caso di piena, al fine di garantirsi dalle inondazioni.

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ll pittoresco porticciolo di Torbole, che ora ospita solo poche barche da pesca e da diporto, un tempo era uno dei più movimentati approdi dell'Alto Lago. 

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A Torbole, sul molo in mezzo al golfo, a sfidare impavido le grosse ondate del Garda che s'infrangono sulla banchina si trova un piccolo edificio d'aspetto gentilino e venezianeggiante che richiama l'attenzione di chi guarda. Per la gente del luogo è il casel. 

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E' uno stupendo punto panoramico, dal quale la vista spazia sull'intero lago, con la gran cerchia di monti, sulla spiaggia, sulla piana e sulla foce del Sarca e sul paesino raccolto attorno al porticciolo. Vi si arriva in pochi minuti dalla piazza centrale o dalla scalinata che sta dietro le scuole.A Torbole questo belvedere viene chiamato "castèl", un toponimo che non ha mai lasciato dubbi sulla presenza, in secoli passati, di una qualche torre, o fortificazione, cosa che è stata recentemente confermata dalla scoperta di interessanti reperti archeologici.

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E' una delle più belle passeggiate dell'intero comprensorio, che sale da Torbole verso Nago ai piedi della rupe precipite di Penede. In una piccola valle selvaggia, immersa nel silenzio, ricca di stupendi scorci panoramici sul Garda. Prende il nome da un antico capitello dedicato alla Santa siracusana.

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Si trova a pochi passi dal lago, all'interno del parco Pavese. E' stata costruita nel 1939 per offrire il servizio religioso ai piccoli ospiti del preventorio senza costringerli a trasferirsi nella parrocchiale. Per la comodità del suo accesso, vi si celebrano oggi la maggior parte delle cerimonie religiose della comunità parrocchiale.

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La chiesa di S. Andrea di Torbole si trova su un'altura dalla quale si gode uno splendido panorama sul lago e si possono ammirare le incombenti rocce e i ruderi di Penede. Due lunghe scalinate vi salgono dal centro storico. La sua storia si perde nel buio del tempo e la struttura attuale è l'esito di una serie di successivi ampliamenti e modifiche.

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A Torbole, in zona panoramica e poco distante dalla strada statale, è consigliabile una sosta alle Marmitte dei Giganti. Enormi cavità di 4 o 5 metri di diametro, levigate all'interno e profonde 10 o 12 metri.

L'ambiente di Nago e Torbole è caratterizzato da forti contrasti che lo rendono particolarmente affascinante ed interessante. In breve spazio, infatti, si va dal lago "mediterraneo" (70 m sul livello del mare) alle cime del Monte Baldo (oltre i 2000 m).
Questa particolare configurazione del territorio è dovuta all'azione dei ghiacciai. Ciò è ben attestato dal lungo solco vallivo percorso dal fiume Sarca ed occupato, nella sua parte terminale, dal lago, dalle morene presenti nella campagna di Nago e dai numerosissimi pozzi glaciali, i più grandi dei quali sono noti come "Marmitte dei Giganti".

Praticare Sport

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Torbole e Nago offrono, oltre al lago, alle spiagge attrezzate, agli affollati luoghi di incontro, anche belle passeggiate, che si snodano nell'entroterra, sulle colline e nei campi, tra oliveti e vigneti, per antiche stradine tranquille e silenziose. Sono luoghi, facilmente raggiungibili, dove è possibile passare qualche ora di pace e di serenità, con il solo rumore del fruscio del vento, davanti al grande spettacolo della natura, che qui è stata particolarmente generosa.


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Sport recente che ha trovato, nel nostro ambito, ottime possibilità di esercizio. La conformazione stessa del territorio, montuoso e accidentato, levigato in molti punti dalla azione possente dei ghiacciai, mette a disposizione di chi ama l'arrampicata numerose pareti verticali che presentano difficoltà che vanno dal 4° all'8° grado superiore.


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E' uno sport giovane che si è imposto recentemente grazie alla tecnica avanzata e ai materiali leggeri e resistenti usati per la costruzione di biciclette speciali chiamate rampichini (mountain bike).

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Torbole è stato definito da molti il "paradiso del windsurf"; tale definizione è assolutamente appropriata. Infatti pochi luoghi hanno costanza, intensità e puntualità di venti come questo specchio di lago.

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Lo sport della vela è favorito dalla presenza di un vento teso e costante e da una organizzazione a terra che offre ai velisti ogni indispensabile supporto tecnico e logistico.